Dott.ssa Ornella Grillo - Psichiatra - Responsabile SOC Al Sud
Intervista del 13 Gennaio 2010
Daniele: E' compatibile la
sanzione con il concetto di riabilitazione?
Grillo: Si, è compatibile con il concetto di riabilitazione e con quello di crescita. Riabilitazione significa anche sviluppo delle proprie autonomie delle proprie risorse. Attraverso la riabilitazione questo soggetto potrà conoscere i suoi limiti ma anche la sua potenzialità, è però necessario che le regole delle sanzioni siano condivise.

Noi non dobbiamo dimenticare che ci sono dei momenti nei quali chi cura deve assumersi una responsabilità globale, anche quella di prendere delle decisioni e di fare delle scelte in nome e per conto di queste persone, questa, naturalmente, deve essere una situazione a breve termine che può anche non essere condivisa. Queste regole governano il funzionamento di una struttura come succede in qualsiasi altro ambiente, sono regole di buon vicinato.
Mario: Occorre quindi comprendere la necessità della condivisione della regola e conoscerne l'utilità in quel contesto.
Grillo: Certo, fa parte del contratto, sempre un contratto discusso e condiviso. E' necessario comprendere che si tratta di un contratto di cura e di conseguenza, che si accetta il luogo dove la cura si svolge.
Giovanni: Ci sono stati casi in cui è stata costretta a sanzionare?
Grillo: Costretta è un verbo che non va bene, ci sono situazioni in cui io mi sono sentita di assumere la responsabilità di decidere per questa persona che non poteva, in quel momento, prendere personalmente senza commettere atti che potevano danneggiare se stessa e gli altri. Di questo comportamento non mi sono mai pentita perché queste scelte, certe volte, mi hanno consentito di strutturare con il paziente una alleanza terapeutica più forte dopo l'evento. Certe volte le persone hanno bisogno di affidarsi a qualcuno.
Paola: Io ricordo che in un momento di crisi io avevo la necessità di essere ricoverata ma non volevo, lei mi convinse a farlo. Ecco in quel caso io le affidai una decisione così importante e necessaria che da sola non sarei stata in grado di prendere. Ora le vorrei chiedere: se la sanzione è utile, può essere sostituita con attività utili alla comunità?
Grillo: Questa è una bella cosa, come si fa anche nelle famiglie. Oltre a tutto, alla fine, la punizione per il singolo, diventa una cosa utile per la comunità in cui si vive e in questo modo la sanzione rafforza il senso responsabilità e di appartenenza

Daniele: Cosa è il Progetto Terapeutico Personalizzato?
Grillo: Mi piacerebbe chiamarlo contratto di cura, è un progetto che inizia da una valutazione psichiatrica e medica di quella che è la situazione della persona e da li si parte per valutare le problematiche, per lavorare, per migliorare quello che è sempre un problema individuale. E' un progetto che parte dall'analisi di quello che sono i bisogni e le necessità della persona per comprendere le aree di intervento che devono andare a colmare quel tipo di problema, nello stesso tempo chiamarlo contratto di cura significa che anche la persona deve acquisire la consapevolezza di quali sono le cose per le quali deve essere aiutata perché è fondamentale che ci sia sua una grossa partecipazione unita possibilmente a quella dei famigliari. E' anche necessario che il progetto personalizzato preveda delle verifiche durante il suo sviluppo.
Daniele: Vorrei parlare di guarigione. Perché se ne parla con molta cautela?

Grillo: No, se ne può parlare con tranquillità.
Guarigione vuol dire stabilizzazione sintomatologica e quindi scomparsa quasi completa dei sintomi, vita sociale accettabile che può anche significare non aver più bisogno dei servizi che ci hanno aiutato, fare una vita autonoma. Però l'esperienza che uno ha vissuto è un'esperienza che rimane dentro, è un'esperienza che ci ha fatto conoscere una serie di esperienze che forse non immaginavamo neppure che potessero essere vissute. Oggi, se si uniscono terapia farmacologica e riabilitazione, le possibilità che uno possa trovare la guarigione sono veramente elevate anche se lo stesso concetto di guarigione è soggettivo.
Daniele: C'è il pericolo che si possa essere dipendenti dai farmaci?

Grillo: Ci sono farmaci che sviluppano dipendenza più di altri e comunque la dipendenza si può controllare prendendo le medicine sempre sotto controllo medico e facendo una graduale riduzione là dove sia necessario. Può succedere che malgrado la riduzione graduale per 10 o 15 giorni, si possa avvertire una parziale sensazione di mancanza del farmaco ma conoscendo il motivo la si può controllare.
Daniele: Se uno ha bisogno di un appoggio psicologico può trovarlo al consultorio anche al sabato e alla domenica?
Grillo: No, al sabato mattina c'è un' infermiera, per il pomeriggio e la domenica si deve utilizzare il pronto soccorso mentre per casi urgenti c'è sempre uno psichiatra.
Daniele: Ora le faccio una domanda personale, nonostante uno si trovi ricoverato in una comunità psichiatrica per un percorso di riabilitazione, una volta attenuati i propri problemi, può trovare un lavoro in regola a tutti gli effetti e avere una propria autonomia economica e, uscito dalla comunità, può avere una vita normale magari vivendo in un suo piccolo appartamento?
Grillo: Sarebbe una bellissima cosa anche se adesso trovare lavoro non è facile. Sicuramente non c'è nulla che ti possa impedire di avere le stesse opportunità di tutti gli altri ragazzi della tua età.
Giovanni: Quanto è rimasto della didattica che c'era nel periodo in cui vi erano i manicomi?

Grillo: Non è solo un problema di didattica ma un nuovo modo di considerare la malattia. Il modello di assistenza dei manicomi non si supera cambiando le strutture ma cambiando il nostro modo di pensare e di vedere le cose. Anche nella società ci sono pregiudizi duri da superare. Il fatto che voi siate qui è una cosa bellissima perché significa che finalmente voi date voce, oltre che a voi, anche a tante altre persone.
Giovanni: Cosa è la riabilitazione in psichiatria?
Grillo: Il concetto di riabilitazione è un concetto che implica che la persona ritorni ad essere un soggetto con tutti i diritti e tutti i doveri delle altre persone, un soggetto che riesca nuovamente, dopo un periodo di crisi e di esclusione e di chiusura in se stesso, a riprendere il suo posto nel mondo quale che esso sia, Se il suo posto poi è stare in un appartamento, in una comunità. questo non è importante. Riabilitazione intende che ci sia un percorso di crescita di potenziamento, implica che questa persona abbia trovato un suo stato di equilibrio, un suo stato di compenso e che riesca a raggiungere il livello massimo possibile di benessere, livello che è, comunque, soggettivo.
Giovanni: La riabilitazione è dunque intesa come la capacità di rientrare in un contesto sociale relazionale. E se uno non ha mai avuto questo contesto relazionale?
Grillo: Costruirlo, io dico costruire il contesto relazionale, non si deve tornare indietro, noi dobbiamo andare avanti. Il percorso di riabilitazione non è il percorso che mira a ritornare a una situazione precedente al disegno.
Giovanni: Potrebbe essere più facile per chi quel contesto lo ha vissuto.
Grillo: Potrebbe essere più
facile forse, però può anche essere più stimolante quello di costruire un
modello che ti aiuta a superare la malattia.
